Il calendario Persiano - Khayyàm

Di Abolfàth Khayyàm Neyshaburì, ovvero Omàr Khayyàm, nato in Iran , nella città di Neyshabùr, nonché autore di un infinito numero di quartine (due versi, ovvero quattro emistichi di mezzo verso ciascuno), non si conosce la data esatta della nascita; la si colloca nella prima metà del XI sec.

L'unica data sicura che si conosce della sua vita, risale al 1073, anno in cui, il sovrano selgiucchida Jalal Edd’in Malekshàh, lo incaricò di riformare il calendario secondo esatti calcoli astronomici.

Per ambientarci nel periodo possiamo ricordare altri avvenimenti salienti dell’epoca.
Nel 1037 muore il medico persiano Avicenna (Ebne’ Sinà)
Nel 1050 è scritta “La Chanson de Roland (Orlando), poesia epica antica della Francia, che narra della fermata degli arabi al di qua dei Pirennei.
Nel 1075, si ricostruisce come la si vede oggi la chiesa di Sant’Ambrogio su un’antica basilica paleocristiana.
Nel 1096 inizia la “crociata dei pezzenti” .
Nel 1097 la prima crociata.
Nel 1181 nasce San Francesco...

Khayyam è stato il Poeta che non piaceva, perché diceva tutto quello che tutti pensavano, ma che era appunto bello pensare senza dire! In più si dichiarava distaccato dal pensiero greco e lo esprime con grande ironia nella sua quartina 144. Per intenderla, bisogna considerare che la cosmografia dell’epoca, considerava le Pleiadi (Parvìn e Sorayyà) parte della costellazione zodiacale del Toro.

Inoltre, la Mucca del secondo verso, è quella sulla quale, secondo antiche leggende cosmogoniche, accettate da alcuni dotti musulmani d’allora, poggerebbe il mondo.
V’è una Mucca nel cielo che chiamano Pleiadi gli uomini,
E un’altra Mucca è nascosta laggiù, sotto la terra.
L’occhio della Saggezza t’apra infine la scienza: E vedrai un Branco d’asini di sopra e di sotto a due vacche.

Narra la leggenda che un tempo, nella Pianura dell’Iran, viveva un solo uomo, chiamato Kiumàrs. Alla sua morte, una semenza uscita dal suo fianco, penetrò nella terra. Al quarantesimo giorno, che coincideva con il primo giorno della primavera, Nou Ruz (nuovo giorno) due germogli intrecciati spuntarono dalla terra, l’uno con le sembianze maschile e l’altro femminile. Per volontà del Creatore, Ahurà Mazdà (il nome di Dio nella religione zoroastriano), a loro fu insufflata la vita e furono chiamati Mashyà e Mashyanà.

Fino al 538 a.c. , il Now Ruz era la ricorrenza per festeggiare la Creazione dell’Uomo, mentre il primo giorno dell’anno era collocato nel mese di settembre.

Fu durante il regno di Ciro il Grande, liberatore dei Figli d’Israele da giogo dei Babilonesi, e di seguito incaricato da Dio, per ricostruire il tempio di Gerusalemme, che il primo giorno della primavera, divenne il primo giorno dell’anno.

Ciro il Grande (Kuròshe Kabìr), imperatore di fede zoroastriano, occupa un rango importante, perché riconosciuto come il primo “promulgatore” di una Carta dei Diritti dell’Uomo, avendo assicurato la libertà di culto, ma soprattutto perché nella Bibbia è chiamato “Il Pastore Unto dall’Eterno”.

Balzando 1611 anni in avanti, giungiamo all’anno 1073, e torniamo al nostro poeta Khayyam, al quale era stato dato l’incarico di riformare “questo vecchio calendario” calcolato in base a 365 giorni, suddivisi in dodici parti di trenta giorni ciascuno, per farne uno secondo esatti calcoli astronomici.

Il ministro Nezàm Ol Molk, che gli aveva comunicato l’incarico fu assassinato. Il sovrano Jalàl Eddìn Maleèk shàh morì . Nonostante questi sconvolgimenti politici, Khayyàm portò a termine il lavoro che gli era stato commissionato: il calendario che chiamò “Jalalì” in ricordo del sovrano. Sbaglia di un giorno ogni 3770 anni, mentre quello gregoriano sbaglia di un giorno ogni 3330 anni!

Il primo giorno del calendario di Abolfàth Khayyàm Neyshaburì, tutt’ora in uso in Iran come calendario civile e indipendente dal calendario musulmano, ha inizio in corrispondenza dell’equinozio della primavera.

FARVARDI’N: (far crescere) 31 giorni – dal 21 marzo al 20 aprile.

 

ORDIBEHE’SHT: (paradisiaco) 31 giorni – dal 21 aprile al 20 maggio.

 

KHORDA’D: (nutrire, mangiare i primi raccolti) 31 giorni – dal 21 maggio al 20 giugno.

 

TIR: (forza di lancio per la miettatura come per la lancia o freccia) 31 giorni – dal 21 giugno al 21 luglio.

 

MORDA’D: (Da mordàn, morire per la terra che non produce) 31 giorni – dal 22 luglio al 21 agosto.

 

SHAHRIVA’R: (pagamento delle tasse allo Shàh) 31 giorni – dal 22 agosto al 21 settembre.

 

MEHR: (affetto e generosità nella condivisione del raccolto) 30 giorni – dal 22 settembre al 21 ottobre.

 

ABA’N: (ab, acqua, piogge) 30 giorni – dal 22 ottobre al 20 novembre.

 

AZA’R: (fuoco, primi freddi) 30 giorni – dal 21 novembre al 20 dicembre.

 

DEI: (da Daeva dea premazdeica; preghiera per bel tempo) 30 giorni – dal 21 dicembre al 20 gennaio.

 

BAHMA’N: (valanga) 30 giorni, dal 21 gennaio al 19 febbraio.

 

ESFA’ND: (incenso per la rinascita e il rinnovo) – 29 giorni, 30 negli anni bisestili. Dal 20 febbraio al 20 marzo.